
Credo nelle immagini costruite ascoltando, nei risultati ottenuti in armonia con le persone e le situazioni.
Il mio modo di fotografare parte dal tempo.
Ho bisogno di lentezza, perché è nella lentezza che le persone si rilassano, si aprono e smettono di recitare un ruolo. Solo quando il tempo smette di essere una pressione, può diventare uno spazio di fiducia.
Non arrivo per “prendere” un’immagine, ma per stare: osservare, ascoltare, lasciare che ciò che conta emerga da sé. La fotografia, per me, è una conseguenza naturale di questo processo, non il suo obiettivo immediato.
Questo approccio permette di raccontare non solo ciò che si vede, ma ciò che si sente: le relazioni, le intenzioni, l’energia reale che attraversa persone, luoghi o progetti.
Il risultato è un’immagine che non cerca di impressionare, ma di durare. Un’immagine in cui chi guarda può riconoscersi, perché nasce da un tempo condiviso.
© 2026 Maurizio Adamo
